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AGRONOMIA E COLTIVAZIONE

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Ambiente/clima

 

 

 

 

 

 

 La canapa è coltura molto adattabile, che è stata e può essere coltivata in diverse condizioni pedologiche e climatiche, anche in collina e in montagna.
Per le necessità domestiche e delle aziende agricole e ancora per gli usi militari (corde, tende, vele) è stata in passato coltivata in tutte le regioni italiane. Per gli usi industriali è stata coltivata soprattutto in Emilia e Campania e per la produzione di semente in Piemonte.
Epoca di semina
Per poter germinare la canapa deve trovare un terreno umido. Nel Centro/Sud d’Italia si semina da metà febbraio a metà marzo, al Nord da metà marzo ai primi di aprile. La canapa non teme le gelate tardive. E’ possibile la semina in secondo raccolto (dopo grano) se la germinazione è consentita dalle condizioni climatiche. 

Tecnica di semina
Si impiegano normali seminatrici da grano con distanza di 20 cm tra le file.

Densità di semina consigliata
50 kg/ha per colture da fibra tecnica (in caso di destinazione tessile le densità sono ancora maggiori); 35 kg/ha per colture da seme. Attenersi comunque alle ind icazioni fornite nel contratto di coltivazione. 

Diserbo

Se seminata con buona tecnica la canapa in genere non richiede diserbo. Sulle coltivazioni da seme, in cui le piante sono più rade, eseguire sarchiatura all’occorrenza.
Concimazione
Nei terreni ricchi di azoto e con le vecchie varietà la concimazione si è dimostrata inutile, anche se il terreno è povero di fosforo.
Consumo idrico
La canapa ama i terreni umidi ma muore se si verifica ristagno di acqua.
Ha dimostrato di resistere alla carenza di acqua più di tutte le altre colture industri ali. In particolare nel 2003 nella medesima località e con il medesimo terreno il mais non irrigato è morto, la canapa non irrigata ha prodotto 20/30 per cento in meno.
La maggiore resistenza alla siccità è attribuita al fatto che il fittone, arrivando a profondità notevoli trova umidità.
Parassiti
Nelle coltivazioni moderne non si sono rilevati danni da parassiti.
In passato, quando le coltivazioni erano molto estese e concentrate, furono segnalati attacchi di piralide.
 

Raccolta
Canapa da fibra tecnica
A fine agosto si falcia con falciatrice normale (non rotofalce). Si lascia in cam po per 30/40 giorni per una prima macerazione e si rotoimballa. Oppure si lascia in campo fino a ottobre/novembre e si rotoimballa direttamente (però si perde parte del canapulo)
Canapa da seme
A fine settembre/inizi ottobre si trebbia con mietitrebbia modificata appositamente.
Canapa da fibra tessile
A luglio (prima della fioritura) si taglia con apposito macchinario e si rotoimballa con pressa da lino.
Varietà da impiegare
Le varietà più adatte sono quelle italiane.
Le varietà selezionate per climi più freddi con il clima italiano anticipano la fioritura (prefioritura) bloccando la crescita della pianta. 

Rese produttive
La canapa dà le rese più elevate nei terreni sciolti e freschi delle pianure alluvionali, un tempo appunto dette “terre da canapa”.
Fibra/canapulo
In passato e con le varietà italiane la resa media in sostanza secca (13% di umidità) dei terreni migliori era stimata in 130 q/ha. In recenti sperimentazioni condotte dall’Università di Pisa con la varietà Carmagnola si sono superati i 160 q/ha.
Seme
La resa media in seme delle varietà dioiche varia da 4 a 8 q/ha a seconda delle varietà e delle condizioni pedoclimatiche.
E’ in corso la selezione di varietà monoiche adatte al clima italiano.

Miglioramento dei terreni
E’ conosciuto fin dall’antichità e confermato da recenti sperimentazioni che la canapa migliora i terreni. Dopo canapa sono infatti riferiti consistenti incrementi delle produzioni di cereali ed eccezionali performance delle colture orticole.
Il miglioramento, che fino ad oggi non è stato oggetto di studi specifici, è attribuito a diversi fattori:
- la canapa raggiunge con la radice profondità notevoli dove preleva i nutrienti che in seguito, spogliandosi delle foglie, in parte restituisce allo strato superficiale (azione contro la desertificazione)
- l’azione meccanica svolta dalla radice
- la presenza nella canapa di sostanze che hanno proprietà battericide/insetticide.
La canapa inoltre protegge i terreni dal dilavamento e, durante la fase vegetativa (primavera/estate/autunno), trattiene notevoli quantità di azoto prelevato dal terreno impedendone il percolamento in falda.

Coltivazioni da seme

Per le coltivazioni da seme oggi non si prospettano particolari difficoltà, salvo disporre di una mietitrebbia adeguata per la raccolta.
Assocanapa srl, in un progetto di ricerca finanziato dall’ARSIA della Regione Toscana, ha adattato una mietitrebbia per la raccolta del seme di canapa delle varietà italiane (altezza 3,5/4 metri) ed ha messo a punto tecniche di cimatura per agevolare la raccolta del seme.
Assocanapa srl è disponibile a stipulare contratti di coltivazione per seme di canapa fornendo il relativo disciplinare di coltivazione e l’assistenza tecnica necessaria. Il prezzo di acquisto varia da 1,5 ai 2,00 euro/kg, a seconda del grado di pulizia e di germinabilità. E’ prevista una maggiorazione per il seme biologico.
Per il primo anno nella stagione 2008 Assocanapa ha ottenuto seme biologico delle varietà Carmagnola e CS.
 

 

Coltivazioni da fibra tecnica/canapulo

Per la prima trasformazione delle bacchette, dette anche “paglie” di canapa confezionate in rotoballe o balle quadrate, è oggi attivo in Italia l'impianto di Carmagnola (Torino). .

Un impianto di prima trasformazione come quelli realizzati in Germania, che possono trattare il raccolto di 1000/1500 ettari costa circa 3 milioni di euro ed è economicamente soddisfacente.

Coltivazioni da seme
Per le coltivazioni da seme (per semine e per uso alimentare) oggi non si pongono particolari difficoltà, salvo disporre di una mietitrebbia adeguata per la raccolta e di un essiccatoio tipo Scolari per asciugarlo, subito dopo raccolto.
Assocanapa srl, in un progetto di ricerca finanziato dall’ARSIA della Regione Toscana ha adattato una mietitrebbia per la raccolta del seme di canapa delle varietà italiane (altezza delle piante mt. 3,5/4 e oltre) ed ha messo a punto tecniche di coltivazione e di cimatura per agevolare la raccolta del seme.
Per la produzione di seme a solo uso alimentare possono essere più convenienti le varietà monoiche (vedere sezione botanica) perché producono più seme. C’è però l’inconveniente che oggi si trova sul mercato europeo soltanto seme di varietà monoiche francesi, poco adatte al clima italiano. Sono in fase di iscrizione nel Registro europeo delle sementi anche varietà monoiche italiane. Le varietà monoiche francesi producono più seme e meno biomassa (nei climi italiani arivano a 2.5/3 metri).

Coltivazioni da fibra tecnica/canapulo
Per la prima trasformazione degli steli di canapa (detti nella normativa europea “paglie di canapa”) confezionati in rotoballe, esiste oggi in Italia soltanto l'impianto di Assocanapa a Carmagnola (Torino).
Assocanapa ha brevettato nel maggio 2010 un prototipo di sfibratrice denominata GD1 più compatto, del tutto innovativo nella lavorazione.
Un impianto di prima trasformazione come quelli realizzati in Germania (costituito dall’assemblaggio con modifiche di macchinari costruiti per la stigliatura del lino) può trattare il raccolto di 1000/1.200 ha, costa circa 3 milioni di euro compreso l’immobile in cui deve essere collocato e dà una resa economicamente soddisfacente.
Assocanapa insieme al CNR IMAMOTER ha brevettato nel maggio 2010 un prototipo di macchinario per la prima trasformazione delle paglie di canapa costruito ex novo per la canapa, più compatto (circa 14 metri di sviluppo orizzontale, più semplice ed innovativo, che può trattare il prodotto di circa 400/500 ha di canapa di varietà italiane e costa circa 600 mila euro, a cui sono da aggiungere una pressa da fibra (per balle quadrate) e un trattore da 120/130 CV.
Il prototipo, alla cui realizzazione ha contributo l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte, ha cominciato a lavorare a fine settembre con risultati gestionali soddisfacenti. Contribuirà a favorire la diffusione della coltivazione in diverse zone d’Italia, per il consumo sul posto perlomeno del canapulo.
La collocazione dell’impianto sotto una tettoia o in un capannone, oltre a riparare dalle intemperie, può consentire di attuare un sistema di aspirazione delle polveri prodotte dalla lavorazione.


Coltivazioni da fibra tessile
La coltivazione della canapa in Italia per ricavarne fibra per usi tessili oggi è difficile. Infatti per stigliare, pettinare e filare la fibra di canapa vengono utilizzati i macchinari costruiti per il lino, opportunamente adattati, che trattano steli e fibra della lunghezza di circa 1 metro (altezza media della pianta di lino). Si rende quindi necessario costruire appositi macchinari idonei alla raccolta in campo e alla prima trasformazione della canapa per uso tessile.
La tecnica agronomica di adattare la canapa alle dimensioni del lino, sperimentata in anni passati nella zona di Comacchio non ha dato i risultati sperati, a causa soprattutto dell’eccessiva riduzione della produzione vegetale. D’altro canto sono ancora necessarie ricerche di tipo industriale per arrivare alla macerazione in acqua ed asciugatura delle rotoballe

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