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USI MODERNI

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Foglie/fiori

 

 

 

 

 

 

 

 

Tisane, birra alla canapa, caramelle

  • Olio essenziale, ricavato per distillazione, utilizzato in: profumi e come aromatizzante per alimenti
  • THC ed altri cannabinoidi: uso farmaceutico in circa 100 preparati medicinali ( cura  tra l’altro glaucoma, vomito, attacchi di asma, spasmi di diverso genere, analgesico)

Seme

  • Decorticato, utilizzato come alimento ad uso umano ed animale (ricco di proteine)
  • Esche per pesci
  • Olio ricavato da spremitura a freddo:
    • condimento per alimenti, utilizzato nella produzione di margarine, tofu, gelati e  simili
    • integratore alimentare per uso nutraceutico (naturalmente ricco di omega 3 ed omega 6)
    • utilizzato nella produzione di cosmetici e detergenti per l’igiene del corpo
  • Olio prodotto con processi chimici per fabbricazione:
    • detersivi
    • inchiostri per stampa
    • colori ad olio
    • tinte per esterni edifici
    • lubrificanti 
    • solventi
    • mastici
    • biodiesel
    • combustibile
  • Farina ricavata da spremitura a freddo (panello): uso alimentare umano ed animale, non contiene glutine

Fibre

  • Fibra lunga macerata di pregio per filatura ad umido:
    • tessuti, abbigliamento, arredo casa, calzature, accessori, tele per dipinti
  • Fibra lunga macerata meno pregiata
    • cordami anche per arredamento
    • reti, sacchi
    • teloni, tessuti per rinforzo plastiche petrolchimiche in sostituzione lana di vetro (imbarcazioni), rinforzo PLA
    • rista per avvolgimento tubazioni fibra corta macerata de rivante da scarto della pettinatura della fibra lunga
    • filati per tappeti e maglieria
    • imbottitura materassi
    • pasta di cellulosa per carte speciali (tipo carta moneta e carta dei titoli di stato)
    • pasta di cellulosa per cartine sigarette
    • cartoni e imballaggi
    • pannolini
    • blocchi stampati in pressofusione
    • guarnizioni per i freni
  • Fibra corta semimacerata:
  •  

 

ALTRI USI INDUSTRIALI ATTUALI O POSSIBILI DELLA CANAPA SPIGOLATURE

La fibra di canapa ed il canapulo hanno un elevato contenuto di cellulosa.

Carta, cartoni, pannolini

Fino a fine Ottocento dal 75 al 90 per cento della carta era fatta di canapa (prodotta riciclando gli stracci). La carta di canapa ha durata ultramillenaria, sono in carta di pura canapa i libri stampati più antichi del mondo. 
Oggi il 93 per cento della carta è ricavata dal legno degli alberi (pasta di cellulosa di pioppo e di pino) e deve subire pesanti trattamenti chimici per essere sbiancata.
La pasta di cellulosa di canapa viene ancora usata per le carte più pregiate, come le cartine delle sigarette e la carta moneta.
Importanti ricerche eseguite in Italia negli anni ’70 indicavano la canapa come una delle principali fibre per produrre carta.
Per la produzione di carta l’Italia importa oggi poco meno di 1 milione di tonnellate di pasta di cellulosa da alberi mentre per la produzione di pannolini e pannoloni l’importazione di pasta di cellulosa arriva a 1,2 milioni di tonnellate.

Plastica
La cellulosa è un polimero organico biodegradabile.
Le prime materie plastiche, chiamate celluloide, vennero prodotte in America da cellulosa di cotone.
Oggi la materia prima per la produzione di nylon ed altri polimeri sintetici (plastiche di ogni genere) è il catrame, risorsa fossile non biodegradabile.
Plastiche sintetiche e plastiche organiche hanno la medesima utilizzazione finale. La differenza sta nella scelta della materia prima, nell’impatto ambientale dei processi di lavorazione, nella possibilità di smaltimento.
Negli ultimi anni si è diffuso, per la produzione di plastica biodegradabile, l’impiego di polimeri organici ricavati soprattutto dal mais.
La canapa, grazie alla sua elevata produzione di cellulosa, può essere utilizzata come materia prima per la produzione di plastiche.
Sono già stati realizzati in plastica di canapa particolari di serie per alcune automobili (specchietti retrovisori) e sono in sperimentazione vasi e supporti per l’agricoltura.


Solventi, oli lubrificanti, oli combustibili

Con estrazione chimica si ottiene dal seme di canapa un 25 per cento circa di olio ad uso industriale, molto utilizzato prima dell’avvento dei solventi chimici di sintesi (tossici).
Nel 1935 negli USA furono usate 58mila tonnellate di semi di canapa per tinte e vernici. Nel ‘700 a Genova si impiegava, in alternativa all’olio di lino, olio di seme di canapa nella tinteggiatura degli esterni degli edifici, per migliorare la resistenza alla salsedine.

 

 

Fino all’Ottocento l’olio di semi di canapa fu il più usato nel mondo per l’illuminazione, da allora e fino al 1870 fu superato dall’olio di balena e poi dal petrolio.
Nel 1941 Ford presentò un’auto con carrozzeria in fibra vegetale, fra cui canapa. La plastica ricavata da queste fibre poteva sopportare urti 10 volte più forti dell’acciaio. Il peso totale del veicolo era circa 2/3 di quello di un’auto normale. Ford aveva anche progettato di rifornire i suoi veicoli con carburante ricavato da vegetali ma fu ostacolato prima dalla proibizione dell’alcool, poi dalla proibizione della canapa. Così, per alimentare i veicoli venne usato il petrolio

 

ALIMENTAZIONE

Il contributo che il seme di canapa e l’olio e la farina che se ne ricavano possono dare alla salute dell’uomo è stato riconosciuto dal Ministero della Salute con Circolare in data 22 maggio 2009.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda per la popolazione l’assunzione di acidi grassi polinsaturi omega 6 ed omega 3 in proporzione da 4/1 fino a 6/1, per prevenire o curare le malattie più diffuse nelle società moderne (colesterolo non HDL alto, trigliceridi nel sangue, diabete, artrite reumatoide, artrosi, asma, psoriasi ed eczema atopico, lupus, altre malattie autoimmuni in genere, sindrome premestruale, depressione).

I semi di canapa, che non contengono mai THC (droga), contengono naturalmente omega 6 ed omega 3 in rapporto 3/1, che in natura è quello più vicino al rapporto raccomandato dall’OMS. Analogo rapporto si trova soltanto nell’olio di pesce, che deve essere chimicamente trattato.
L’associazione della assunzione di olio di semi di canapa con l’impiego in cucina di olio extravergine di oliva per condire (l’olio di oliva contiene omega 6) fa raggiungere il rapporto ottimale.

L’olio di semi e la farina di semi di canapa sono considerati dai nutrizionisti “vaccino nutrizionale”, alimento che, introdotto nella dieta giornaliera, rinforza e regola la risposta del sistema immunitario, del sistema ormonale e del sistema nervoso nei confronti delle aggressioni dell’ambiente.

Numerose ricerche hanno dimostrato l’efficacia dell’impiego dell’olio di semi di canapa in funzione preventiva per la salute. La sua assunzione in presenza di patologie e di impiego di farmaci ha dimostrato di portare a miglioramenti del quadro clinico. Naturalmente in questi casi l’impiego deve essere concordato con il proprio medico.

Il seme di canapa e gli alimenti derivati contengono altri importanti componenti tra cui in particolare proteine che comprendono tutti gli aminoacidi essenziali, in proporzione ottimale e in forma facilmente digeribile. E’ quindi alimento ideale per vegani e vegetariani.

L’olio di canapa viene estratto per spremitura a freddo dai semi che si formano dai fiori femminili all’incirca a metà luglio. Ha un gusto gradevole, può essere usato a crudo per condire, oppure essere assunto come integratore.

 

IL CONTRIBUTO DELLA CANAPA ALL’EDILIZIA E ALL’AGRICOLTURA SOSTENIBILI 


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 Fibra

La fibra corta di canapa semimacerata in campo, più o meno pulita dal canapulo, è detta anche “lana di canapa” e viene utilizzata per produrre pannelli isolanti e fonoassorbenti di diverso spessore e densità
Quando la fibra di canapa scarseggia essa viene mescolata con altre fibre naturali provenienti dai Paesi in via di sviluppo (kenaf, iuta).
Per realizzare i pannelli le fibre naturali vengono termosaldate con poliestere oppure con amido di patate o altri collanti naturali.

Esistono pregevoli produzioni italiane di pannelli in fibra di canapa.
Il prezzo dei pannelli in lana di canapa è una via di mezzo tra quello dei pannelli di lana di vetro e quello dei pannelli di sughero.
Assocanapa srl è titolare di contratti ed accordi per la fornitura di lana di canapa coltivata in Italia ad aziende italiane leader nel settore delle produzione di pannelli isolanti e di geotessili.

 

Canapulo

Il canapulo, detto anche “legno di canapa”, ha un potere di assorbimento dei liquidi circa 12 volte superiore alla paglia e 3,5 volte superiore al truciolo di legno e pari a 5 volte il suo peso.
Mescolato con acqua e calce il canapulo (essendo molto ricco di silice) subisce un processo di “carbonizzazione” nel quale il legno viene mineralizzato (trasformato in pietra).
Nei secoli passati il canapulo o anche canapulo e fibra ridotti in pezzetti sono stati impiegati come materiali da costruzione, mescolati con argilla o calce. Gli steli tal quali sono stati utilizzati per reali
http://www.assocanapa.org/immagini/cartelleimmagini/edilizia2.jpgzzare strutture leggere, che venivano intonacate per creare soffitti e tramezzi.

Pannelli in calce e canapa
In Francia esistono due brevetti: il Canabiote (legno di canapa rivestito di silice) e l’Isochanvre, dove il canapulo è mescolato a calce, che è venduto come Isochanvre Construction (per costruzioni) e Isochanvre Insulation (per isolamenti).
I materiali per edilizia che contengono canapulo sono molto più leggeri degli elementi di calcestruzzo.
Canosmose è invece una tecnica di costruzione che consiste nel mescolare direttamente e in giusta proporzione in una betoniera calce, acqua e canapulo e gettare direttamente.

La miscela di canapulo, acqua, calce ed altri materiali naturali ha prestazioni ritenute migliori di quelle di qualsiasi altro materiale disponibile sul mercato per alcune caratteristiche che sono illustrate in questo documento (file pdf).
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In Italia il biocomposito in calce e canapa viene utilizzato nelle sue costruzioni da Equilibrium – Bioedilizia srl, con cui Assocanapa ha sviluppato negli ultimi mesi un’intensa collaborazione.
Per saperne di più consultare il sito www.equilibrium–bioedilizia.it oppure rivolgersi a info@equilibrium-bioedilizia.com.


Intonaci e cappotti isolanti
La Banca della Calce, società che ha come scopo lo sviluppo di prodotti a calce da utilizzare in architettura, promuove l'impiego del canapulo nella preparazione degli intonaci e nella applicazione di cappotti isolanti a base di calce e canapulo.
Per saperne di più consultare il sito www.calcecanapa.it.
Tra la Banca della Calce ed Assocanapa srl è da tempo stato stipulato protocollo di collaborazione e di conferimento di canapulo proveniente da coltivazioni italiane

 

 

IL CONTRIBUTO DELLA CANAPA PER

L’ABBIGLIAMENTO E  L’ARREDAMENTO 


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La fibra di canapa è più robusta e più resistente al logorio e alla trazione di quella delle altre piante: se ne facevano vele per le navi, corde per legare i fasciami e per il governo delle imbarcazioni e dei veicoli a trazione animale, tende militari, calzature, abbigliamento da lavoro: era di canapa l’abbigliamento degli operai stagionali che da San Bernardo di Carmagnola si spostavano al porto di Marsiglia per fabbricare corde, il loro farsetto chiamato “Carmagnole” divenne uno dei simboli della Rivoluzione Francese; erano di canapa i primi jeans, portati sul lavoro dagli operai del porto di Genova, e poi “passati” ai cow boys americani (Lévi’s).

I tessuti di canapa proteggono dai raggi UVA. Hanno il maggior potere di dispersione del calore conosciuto e per questo tengono fresco d’estate.
http://www.assocanapa.org/immagini/cartelleimmagini/filati2.jpgA differenza dei tessuti di lino, d’inverno tengono caldo e sono naturalmente stretch. In passato la canapa veniva filata anche con la lana.

Un pregiudizio da sfatare, una frode da svelare
Una volta nei nostri paesi quasi tutta la biancheria da casa e l’abbigliamento erano di canapa. Gran parte della antica biancheria fine conservata nella case e ritenuta di lino, in realtà è di canapa fine.
Gran parte dell’abbigliamento che oggi viene venduto per canapa in realtà è di lino, filato e tessuto più grossolano.

Le vecchie lenzuola di canapa molto ruvide
http://www.assocanapa.org/immagini/cartelleimmagini/filati3.jpg
si spiegano al fatto che, in certe zone, la canapa veniva coltivata da seme, con piante grosse e quindi con fibra grossolana che, oltre che utilizzata per fare corde, veniva per le esigenze domestiche pettinata, filata e tessuta con i mezzi rudimentali dell’azienda agricola.
Esistono invece filati e tessuti di canapa finissimi perché le migliori fibre di canapa, liberate dalle pectine con una buona macerazione e poi dalla lignina con una buona stigliatura e una buona pettinatura, hanno una sezione di pochissimi micron.
Con la selezione delle varietà e l’affinamento delle tecniche di lavorazione della canapa tessile l’Italia aveva raggiunto nel mondo il primato per la produzione di filati e tessuti di canapa di qualità, il medesimo primato aveva l’Irlanda per il lino.
 

LA SITUAZIONE OGGI


Fibra lunga di qualità
Con la fibra di canapa migliore, filata ad umido, oggi in Europa si realizzano filati che vanno dal titolo 16 al titolo 20. In esposizione filati titoli 14, 16 e 20.
In Italia oggi esiste un solo impianto di filatura ad umido, che appartiene al Linificio Canapificio Nazionale, alimentato per la canapa prevalentemente da fibra cinese.
Le attività di filatura in genere sono state trasferite nell’Est Europa, in Estremo Oriente e più di recente in Africa.
La fibra di canapa che si fila nel mondo oggi proviene soprattutto dalla Cina, mentre in alcuni stati del Sud America (Cile, Perù) coltivazioni di canapa alimentano l’artigianato locale.

La fibra di scarto della pettinatura
viene filata ottenendo filati di titoli bassi, che si utilizzano per maglieria e tessuti per tende, tappeti, abbigliamento casual. La maggior parte di questa fibra però va alla produzione di pasta di cellulosa ad uso cartario.

La fibra macerata più grossolana
può essere impiegata per fabbricare corde di diversa dimensione, oggi ricercate per arredamento.

Fibra prodotta in Italia
Nella stagione 2008 per la prima volta dopo decenni Canapone srl con la collaborazione di Assocanapa ha prodotto, macerato ed asciugato a Carmagnola, con il sistema tradizionale, bacchetta di canapa della varietà Carmagnola coltivata su circa 4000 metri. La bacchetta macerata è stata stigliata e pettinata a Comacchio. La fibra lunga ottenuta è stata filata a Venezia.

Canapa ed alta sartoria
Nel 2009, anno delle fibre naturali, nasce la collaborazione tra l’Atelier di Via Tessore di Pinerolo e Assocanapa, per approfondire il tema dei filati e dei tessuti di canapa, “fare cultura” sull’impiego sostenibile delle risorse naturali nell’abbigliamento e sulla personalizzazione del vestire, a cominciare dalla ricerca del sé, in una sorta di “slow dress”. L'Atelier ha dato vita ad Ami Rubia, linea di abiti da sposa in canapa.
Per informazioni: www.atelierdiviatessore.it

Canapulo
In Friuli è stato sperimentato con successo nel 2007/2008 l’impiego del canapulo nella produzione di pannelli rigidi particolarmente adatti per la fabbricazione dei mobili

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